Malga Col dei S'cios

Il toponimo Col Dei S’Cios deriva dalle conchiglie fossili (nella parlata locale “s’cios”) che venivano ritrovate in loco da cui il nome della malga. Il paesaggio è particolarmente suggestivo per il continuo alternarsi di conche e dossi che si perdono sull’orizzonte del monte Cavallo.

Dettagli

Ubicazione

Polcenigo (Pn)

Da Sacile si raggiunge e si supera l’abitato di Caneva, si prosegue in direzione dell’Altopiano del Cansiglio, giunti in prossimità della malga Coda di Bosco si svolta a destra lunga strada delle malghe. Si prosegue per un lungo tratto e si oltrepassano le malga Fossa di Sarone, Fossa de Bena e Costa Cervera. Superato il complesso ANA di Busa Bernart, si svolta a sinistra e si raggiunge malga Col dei S’Cios.

Oppure, dopo la malga Fossa di Stevenà, proseguendo fino a Casera Brusada, si gira a sinistra e si percorre la strada sterrata fino a Col dei S'cios.

Accesso alla malga: Media - Malga accessibile con fuoristrada

Proprietario

Comune di Polcenigo (Pn)

Quota (m.s.l.m.)

1340

Cartografia

Tabacco n. 012 Alpago – Cansiglio Piancavallo – Valcellina

Ristoro

Si possono degustare le produzioni aziendali durante tutto il periodo di alpeggio.

E poi...

Da malga Col dei S’Cios si può attraversare la lunga dorsale Cansiglio-Cavallo, su strada sterrata a tratti sconnessa, e raggiungere il Piancavallo (CAI n. 981-982-984-990).

A Polcenigo, si può visitare il centro storico, iscritto al club Borghi più belli d'Italia, con i resti dell'antico castello, 963 d.C. e la costruzione risalente al XVIII caratterizzata da una facciata barocca ed il Museo dell'Arte Culinaria. Vicino alle sorgenti del Livenza, si può visitare la chiesa della Santissima, a cui venivano attribuiti poteri miracolosi legati alla sfera della fecondità e del puerperio, , che testimonia il culto in Friuli delle acque e delle sorgenti. La leggenda narra che l'imperatore Teodosio avvesse avuto una visione della Trinità proprio in questa zona ed avesse fatto edificare una costruzione sacra, poi sostituita da una chiesa fondata da frati conventuali veneziani del XVI sec.. In località Gorgazzo c'è la sorgente dell'omonimo fiume, affluente del Livenza,  caratterizzato da acque azzurre e da una particolare valore naturalistico.

La zona umida del Parco Archeologico del "Palù di Livenza" è interessante dal punto di vista archeologico per i resti del villaggio palafittico e numerosissimi rinvenimenti attribuibili al Paleolitico Superiore, ma anche per l'elevato valore eco-ambientale dell'area. il sito concorre per la candidatura all'iscrizione nella lista degli antichi insediamenti sulle Alpi, patrimonio dell'Umanità tutelato dall'UNESCO.

A Caneva, prima di salire in quota, si possono vedere gli antichi ruderi delle mura di cinta e del borgo con il mastio del maniero medievale. Esempio di dimore signorili di campagna (XIX sec.) sono le Ville Frova, Carli, Luccheschi e Damiani di Stevenà. Nella Chiesa di S. Lucia (XI sec.) sono stati dipinti affreschi rinascimentali. Si segnala amche il Santuario della "Madonna del Persego" e la Chiesa arcipretale di San Tommaso Apostolo (con all'interno tre pale di Francesco da Milano). Interessanti sono il Museo del ciclismo intitolato a Toni Pessot e il Museo del minatore a Fratta.

Il Bosco del Cansiglio con tutta la zona che arriva anche al "Pian Cansiglio" ed in particolar modo al Bus de la Lum ha conservato i resti di un accampamento di cacciatori  datata 11.000 anni a.C..

Si consigliano anche i prodotti enogastronomici locali quali il FigoMoro di Caneva, il formaggio di malga, l'olio extravergine d'oliva, i vini rossi ed il verdisio da Caneva, vino bianco da vitigno autoctono.

Anche a Sacile si possono ammirare numerosi edifici di interesse architettonico e storico: i  palazzi porticati in stile veneto nella Piazza del Popolo; il Palazzo Ragazzoni-Flangini-Biglia (XV sec.), con il ciclo di affreschi di Francesco Montemezzano; il Palazzo Bellavitis (1600), abbellito da pavimenti a terrazzo veneziano e con, all'interno del cortile, un pozzo ed una pianta di oleandro bianco di oltre 50 anni; i Torrionidi Prà Castelvecchio e largo Salvadorini, testimonianza di antiche fortificazioni del 1300.

Interessanti anche le costruzioni religiose: il Duomo di San Nicolò (1496), la Chiesa della Madonna della Pietà, la Chiesa della Madonna della Pietà, (XVII sec.), la Chiesa sconsacrata di San Gregorio (XVI sec.), l'Oratorio di San Giuseppe (1600). 

 

Servizi

Punto d'interesse storico

Punto d'interesse geologico

Punto d'interesse botanico

Punto d'interesse faunistico

Punto d'interesse panoramico

Punto d'interesse architettonico

Punto d'interesse religioso

Musei

Foto

Col dei S'Cios 3
Col dei S'Cios 1
Col dei S'Cios 2
L60 Col dei Scios