Malghe

Alta Val Degano

I percorsi che portano agli alpeggi offrono lo spettacolo di suggestivi ambienti naturali, caratterizzati da rigogliosi boschi di abeti popolati da caprioli, tassi, volpi, fringuelli. Sopra Rigolato, il bosco bandito di Gracco è facilmente distinguibile in tutte le stagioni dalle peccete che lo circondano. Caratterizzato da una fitta faggetta, è un raro esempio di area boscata omogenea, costituita a difesa dell'abitato.

Alta Valle del But

Le cime del Coglians, del Pal Piccolo, del Freikofel e del Pal Grande fanno da corona all’Alta Valle del Bût. Osservando la loro cruda asperità riusciamo a capire, attraverso l’emozione dei sensi, l’immane tragedia che fu la Grande Guerra nelle trincee. Gli ampi terrazzi pascolivi che accolgono le malghe di questa zona regalano, come contraltare, una visione dolce rallegrata dalla presenza della genziana maggiore (Gentiana lutea), dell’arnica (Arnica montana), del rododendro (Rhododendron spp.) e punteggiata dalla abbondante presenza dei mirtilli (Vaccinium myrtillus).

Val Chiarsò (Canale d’Incaroio)

Salendo lungo la valle dopo un acquazzone o al termine di un periodo piovoso prolungato, non si contano le cascate d’acqua che precipitano dai salti dei ripidi versanti. Alcune sono davvero incantevoli per imponenza e per il loro dislivello, particolarmente suggestiva la Cascata di Salino.

L’orografia di questo territorio è inciso da profonde forre, quella più importante è la “Stua di Ramaç” cui è legata la cultura del trasporto autunnale del legname ricavato dal bosco, attraverso la fluitazione.

Salendo fino alle quote dei pascoli e a ridosso del confine austriaco, morbidi pianori erbosi e possenti massicci calcarei si alternano in affascinanti paesaggi. Nei vari sentieri che collegano le malghe di Paularo, è possibile osservare i cespugli di mirtillo nero (Vaccinium myrtillus L.) e le magnifiche fioriture di rododendri (Rhododendron spp).

Conca di Pontebba

Le malghe localizzate ai piedi della Catena Carnica, tra i passi Cason di Lanza e Pramollo, ospitano una serie di ambienti umidi peculiari come le torbiere d’alta quota. Sono le fioriture dei pennacchi, curiose piante palustri dalle sommità cotonose, a segnalare la presenza di questi delicati ecosistemi situati nelle depressioni all’interno delle praterie alpine, dove si può notare la presenza leggera della libellula azzurra e del tritone alpino.

Alpi Giulie

Tra i paesaggi più suggestivi della nostra regione, vi sono sicuramente i gruppi montuosi delle Alpi Giulie.

Quest’area è caratterizzata dall’elevata piovosità e, al tempo stesso, dalla carenza di acque superficiali dovuta al diffuso carsismo in quota.

Le tre valli principali (Val Resia, Val Raccolana e Val Dogna) tra loro parallele, terminano su altopiani con insediamenti malghivi da latte.

Più in alto, stagliate contro il cielo, svettano le aspre cime calcaree dove lo stambecco, reintrodotto alla fine degli anni Settanta dopo la sua completa estinzione, regna incontrastato.

Malghe delle Dorsale Sauris - Val Pesarina - Ovaro

Le malghe di questo comprensorio sono tra loro collegate da una viabilità in quota che consente di ammirare, percorrendola, sia i versanti nord della dorsale Tinisa – Bivera – Clapsavon, che i versanti sud delle frastagliate Dolomiti Pesarine.

La ricchezza di zone aperte favorisce la presenza del cervo e di altri ungulati oltre alla possibilità di avvistamenti ravvicinati dei rapaci che veleggiano in alto.

Alta Val Tagliamento

La valle che ospita le sorgenti del fiume più lungo della nostra regione presenta versanti con caratteristiche diverse, infatti i pascoli bovini si trovano prevalentemente sul lato settentrionale, mentre a meridione si stagliano le vette del Cridola e del Pramaggiore.

Le malghe da latte sono posizionate nelle zone maggiormente vocate al turismo, come monte Varmost e passo Pura. Il paesaggio che si può ammirare da queste posizioni è uno dei più suggestivi, dal momento che gli alpeggi si affacciano sulle Dolomiti friulane e bellunesi.

Dorsale Zoncolan - Arvenis - Dauda

La diversità geologica del monte Arvenis, inserito nel contesto geologico dello Zoncolan, si riflette in suggestivi variazioni vegetazionali, tra cui l’affiancamento delle mughete alle ontanete che sovrastano i pascoli.

La carenza d’acqua ha obbligato i malghesi del passato a realizzare una serie di pozze d’alpeggio che garantiscono tutt’ora l’acqua agli animali al pascolo ma anche alla fauna selvatica.

Prealpi carniche e Giulie

Sui monti che guardano il Tagliamento che si snoda fino all’Adriatico, sono posizionate le malghe di questo comprensorio.

Alcune sono adagiate sulle balze meridionali del monte Plauris, altre ai piedi del monte Cuar e del Cuarnan.

La vicinanza al centro di ripopolamento di Cornino, rende questi pascoli spesso visitati dai grifoni che volano eleganti attorno alle cime imponenti affacciate sulla pianura friulana.

Provincia di Pordenone

Le malghe di questo comprensorio sono raggruppate in due contesti geografici differenti: la dorsale Cansiglio-Cavallo che rappresenta la zona di confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia e i fondivalle delle Dolomiti friulane. Il primo, pur essendo piovoso, si caratterizza per il carsismo del territorio e la conseguente scarsità d’acqua, il secondo per i suoli ghiaiosi originati dagli apporti dei torrenti. Nei pascoli della dorsale è frequente rinvenire, nonostante la bassa quota, la stella alpina (Leontopodium alpinum).